Donne in gravidanza ed allattamento

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Noi di Fooderapy seguiamo la donna in tutte le fasi della sua vita, sia nelle condizioni fisiologiche che in quelle patologiche.

La gravidanza ed i primi 1000 giorni del bambino

I primi 1000 giorni del bambino è il periodo compreso dall’inizio della gravidanza allo svezzamento: secondo recenti studi, ciò che avviene durante la gravidanza e nel periodo neonatale modula e cambia l’epigenetica del neonato, influenzandone la vita in età adulta.

La nutrizione è uno dei fattori principali che plasma la salute futura dell’adulto: è importante quindi investire in una corretta dieta materna e neonatale durante questo periodo, capendo che una migliore nutrizione implica una qualità di vita migliore a breve e a lungo termine.

Diversi studi hanno dimostrato come la nutrizione della madre durante la gravidanza sia fondamentale per lo sviluppo del tubo neurale, da cui originerà il sistema nervoso centrale del bambino: è fondamentale una dieta ricca di grassi monoinsaturi (presenti nell’olio EVOO), di vitamine del gruppo B, in particolare la B12 e l’acido folico. Per una buona salute ossea è necessario un corretto apporto di vitamina D, così come per una buona funzionalità intestinale non devono mancare le fibre.

Inoltre, i nostri menù, studiati per essere ben bilanciati sia come apporti calorici sia come fabbisogni di macro- e micro- nutrienti, aiutano ad evitare le complicanze della gravidanza come il sovrappeso, il diabete gestazionale e la preeclampsia.

La giusta nutrizione nei primi 1000 giorni di vita ha un impatto profondo sulla salute e sullo sviluppo del bambino. Gli studi sull’epigenetica mostrano come, già durante la gravidanza e nei primi anni del bambino, si delinea la strada per uno sviluppo cerebrale ottimale, per una crescita sana e per un sistema immunitario forte. La malnutrizione durante i primi 1000 giorni, che sia per eccesso o per difetto, va ad influenzare il rischio del nascituro di sviluppare alcune malattie più in là nel corso della vita. Tra queste in particolare le cosiddette Non Communicable Diseases (NCD), come le patologie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore, il diabete mellito. 

Per esempio, se una mamma è sovrappeso è maggiore la probabilità che anche il figlio possa esserlo già in tenera età, il che riflette la suscettibilità genetica trasferita dai genitori al neonato. A tutto (o quasi) c’è soluzione però! Infatti alcuni studi hanno mostrano che, quando una madre affetta da obesità perde peso prima della gravidanza, riduce il rischio del bambino di essere obeso.

Oltre ai geni trasmessi, anche l’ambiente intra-uterino può influenzare la programmazione metabolica nel feto: in una madre affetta da obesità per esempio, è più alta la probabilità di sviluppare un insulino-resistenza fetale, con riduzione del metabolismo basale ed una conseguente maggiore predisposizione del bambino ai rischi dell’obesità e del diabete.

Ma com’è possibile che ciò che mangia la mamma in gravidanza vada ad influenzare il suo futuro bambino in maniera così profonda?

Dipende dall’epigenetica, un insieme di meccanismi che modulano l'attivazione dei geni e che sono influenzati da vari fattori ambientali. L’epigenetica descrive i processi cellulari che determinano se un certo gene verrà trascritto e tradotto nella sua proteina corrispondente. È un tipo specifico di programmazione metabolica, che avviene attraverso la metilazione del DNA: quindi il cibo che contiene i nutrienti che si comportano da donatori di gruppi metilici, come l’acido folico e la colina, sono di particolare importanza per le donne in gravidanza.

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