Sindrome Metabolica

Negli ultimi decenni, è cambiata l’epidemiologia: le grandi malattie del passato, come le infezioni, hanno lasciato il posto alle cosiddette “Non Communicable Diseaseas – NCD”, attualmente tra le principali cause di morbidità e mortalità nel Mondo. La sindrome metabolica rientra in questo gruppo di patologie, colpendo una buona fetta della popolazione ed il trend è in crescita.

La sindrome metabolica non è una singola patologia, ma è data dalla compresenza di alcuni fattori di rischio cardiovascolare. In particolare, è definita dalla presenza di almeno 3 tra i seguenti 5 parametri:
• pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg o terapia antipertensiva in atto;
• trigliceridi ematici superiori a 150 mg/dl o terapia ipotrigliceridemizzante in atto;
• glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl o terapia ipoglicemizzante in atto;
• colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nell'uomo o a 50 mg/dl nelle donne;
• circonferenza addominale superiore a 102 centimetri per i maschi o a 88 centimetri per le femmine

La sindrome metabolica è una condizione fisiopatologica complessa, che origina principalmente da uno squilibrio tra le calorie introdotte in eccesso rispetto a quelle necessarie per i fabbisogni del singolo. Tra gli altri giocatori coinvolti si riconoscono una predisposizione genetica/epigenetica, uno stile di vita sedentario, la bassa qualità del cibo consumato e la composizione del microbiota intestinale.



Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’obesità sta aumentando in modo preoccupante: il numero di soggetti obesi è raddoppiato rispetto al 1980, nel 2014 oltre 1.9 miliardi di adulti erano in sovrappeso, tra cui oltre 600 milioni obesi. Inoltre, se prima l’obesità era considerata un problema tipico dei Paesi ricchi, ora è un trend in aumento anche nei Paesi a basso e medio reddito, specialmente negli insediamenti urbani, dove sono ormai riconosciuti come veri e propri problemi di salute pubblica
. Nel 2014, circa 41 milioni di bambini sotto i 5 anni di età erano in sovrappeso o obesi. L’obesità è un fattore di rischio per una serie di condizioni e patologie croniche, come le malattie ischemiche del cuore, l’ictus, l’ipertensione arteriosa, il diabete tipo 2, le osteoartriti ed alcuni tipi di cancro (corpo dell’utero, colon e mammella).
Come dimostrato dagli ultimi studi, il tessuto adiposo non è un mero accumulatore di energia in forma di trigliceridi, ma un organo metabolicamente attivo: presenta una funzione endocrina con produzione di ormoni (leptina, adiponectina) coinvolti nella regolazione dell'ingestione e della spesa calorica, oltre che una funzione pro – infiammatoria.
In particolare, l’obesità si associa ad uno stato cronico di infiammazione sistemica di basso grado: i soggetti obesi sono caratterizzati da elevati livelli di proteina C reattiva (PCR) circolante, che con l’interleuchina 6 (IL6) correlano con una maggiore predisposizione allo sviluppo di diabete.
La prevenzione è l’azione più importante ed efficace nei confronti di obesità e sindrome metabolica: l’educazione alimentare già dei più piccoli, così come dei ragazzi e degli adulti, la promozione di attività sportiva e di uno stile di vita sano saranno i cardini futuri contro queste condizioni patologiche.
Con i nostri piatti, a basso indice glicemico, ricchi in fibre ed a bassa densità calorica, non si rinuncia al sapore, prevenendo e curando la sindrome metabolica. È importante seguire una dieta sana e completa: le restrizioni “fai da te” sono spesso inutili e non portano ad alcun risultato duraturo.

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